Sopravvivere nella giungla

Questa è una storia di cui tutti abbiamo sentito parlare.

Probabilmente ne abbiamo già discusso su gruppi Facebook dedicati alla Sopravvivenza, facendo valere le nostre conoscenze apprese durante i corsi e i nostri momenti di retraining. 

O, per lo meno, ci siamo fatti una personale idea, magari immedesimandoci nel protagonista di questa vicenda estrema. 

Abbiamo provato a concepire lo sconforto, e immediatamente dopo questo la necessità di sopravvivere in un ambiente ostile eppure, allo stesso tempo, così esuberante nella sua ricchezza di risorse.

Per questo motivo la comprensibile disperazione iniziale deve essere sostituita dalla volontà e dalla necessità di provare.

Ed è esattamente questo che il protagonista di questo articolo ha fatto.

E’ il 28 di gennaio 2021 quando il Cessna 210 di Antonio Sena si schianta nella zona mineraria fra gli Stati di Parà e Amapà, nel cuore pulsante della Foresta Amazzonica, siti nell’estremo nord del Brasile. Il pilota trentaseienne, dopo aver riscontrato un guasto tecnico e scartata l’ipotesi di un atterraggio di emergenza – impossibile data la fittissima vegetazione – ha quindi utilizzato il paracadute di emergenza.

Il primo pensiero dell’uomo è di agevolare i soccorsi rimanendo nei pressi dei rottami del velivolo, ma le ore trascorrono senza alcun segnale. Antonio si mette in cammino, privo di una mappa dell’area e di una bussola: il suo è un girovagare senza meta, affidato alla speranza. 

Il terrore di essere inseguito dai giaguari e altri predatori è per lui il motore propulsore del suo incessante muoversi da un posto all’altro, gridando, battendo alberi, fiducioso che il rumore possa fungere da deterrente. 

Si nutre di acqua piovana non sottoponendola ad alcun trattamento di purificazione – non ha nè le conoscenze nè i materiali adatti. Il buon senso gli suggerisce di osservare il comportamento della fauna per comprendere di cosa egli possa nutrirsi. Antonio fa esattamente questo, osservando la frutta di cui si cibano le scimmie Atele (Spider Monkeys) e imitandole.

Questo gesto gli salva la vita e lo conduce, anche se con 25 kg in meno, al trentaseiesimo giorno del suo errare nell’Inferno Verde: un inconfondibile rumore di una motosega lo guida verso una gruppo di collezionisti di noci brasiliane “[…] che non frequenta quella parte della foresta da tre anni […]” (Fonte: BBC)

Tra di loro c’è Maria Jorge dos Santos Tavares, 67 anni, che lo soccorre e gli presta le prime cure. La storia che Sena le racconta ha dell’incredibile, ma il giovane pilota porta su di sè e sul corpo provato i segni di una vicenda che lo segnerà intimamente. 

Sopravvivere è, in primis, tentare.

Kyt Lyn Walken
Official Representative & Instructor at Hull’s Tracking SchoolThe way of Tracking – European Mantracking SchoolCertified Wildlife Conservation Ranger at Conservation Ranger Operations Worldwide
Directora de Rastreo Humano por Dynamic Tracking (Spain)kytwalken@gmail.com

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