Alla scoperta della via Francigena della Campania

Ad inizio settembre la redazione di Trekking Magazine è stata invitata dall’Agenzia Campania Turismo a percorrere alcune tappe del tratto campano della Via Francigena. Lo scopo era quello di raccontare in maniera innovativa la storia, la natura, il folklore e i sapori genuini della Via Francigena in Campania attraverso un percorso esperienziale.

La Via Francigena in Campania è uno dei tratti più affascinanti del celebre cammino europeo che unisce Canterbury a Roma per poi proseguire fino a Santa Maria di Leuca, in Puglia, considerata la porta d’ingresso verso la Terra Santa. Questo itinerario, che attraversa antiche strade e territori ricchi di storia, offre ai viaggiatori scenari naturali straordinari e borghi intrisi di tradizione. Un percorso che unisce spiritualità, cultura e paesaggi campani capaci di incantare ogni appassionato di trekking e turismo slow.

Oggi la Via Francigena in Campania è un percorso sempre più valorizzato, scelto da viaggiatori che cercano un’esperienza lenta e autentica. Oltre al trekking, il cammino è occasione per scoprire prodotti tipici come vini pregiati, formaggi locali e piatti della tradizione contadina.

In questo articolo vogliamo farvi il resoconto di questa bellissima esperienza che ci ha permesso di conoscere luoghi affascinanti pieni di storia e persone straordinarie che si prendono cura, con grande passione, del proprio territorio.

Il tour ha abbracciato le prime 4 tappe ufficiali della Via Francigena Campana:
Tappa 1: Minturno (Ponte sul Garigliano) – Sessa Aurunca (24,2 km)
Tappa 2 e 3: Sessa Aurunca – Teano (15,4 km)
Tappa 3: Teano – Roccaromana / Statigliano (22,1 km)
Tappa 4: Statigliano – Alife (17,2 km)

La nostra avventura inizia presso il suggestivo ponte Real Ferdinando sul fiume Garigliano, nei pressi del Parco archeologico di Minturnae, che divide Lazio e Campania e che segna l’inizio della
Via Francigena campana. Il punto di partenza ideale per un viaggio alla scoperta del lato più autentico e affascinante della Campania.

Il Ponte Real Ferdinando sul Garigliano: un capolavoro di ingegneria borbonica

Il Ponte Real Ferdinando sul fiume Garigliano è una delle opere più straordinarie del XIX secolo e rappresenta un autentico gioiello di ingegneria. Costruito per volere di Ferdinando II di Borbone e inaugurato nel 1832, il ponte fu progettato dall’ingegnere Luigi Giura, che introdusse in Italia la tecnologia dei ponti sospesi in ferro, ispirandosi ai grandi progetti già realizzati in Inghilterra e Francia.

Situato tra le province di Caserta e Latina, il Ponte Real Ferdinando collega le due sponde del fiume Garigliano in una posizione strategica, storicamente teatro di battaglie e crocevia di commerci. L’opera, lunga circa 80 metri, era all’avanguardia per l’epoca grazie all’uso innovativo di catene in ferro battuto e torri in stile neoclassico che ancora oggi incantano i visitatori.

Il ponte non ha soltanto un valore architettonico, ma anche simbolico: rappresenta infatti la modernizzazione del Regno delle Due Sicilie e la capacità di competere con le grandi potenze europee in campo tecnologico. Restaurato più volte nel corso dei secoli, è oggi accessibile (in giorni prestabiliti o concordando la visita) ai visitatori come monumento storico e testimonianza del patrimonio industriale italiano.

Chi desidera ammirare il Ponte Real Ferdinando può farlo lungo la Via Appia Antica, un itinerario che unisce cultura, storia e paesaggi suggestivi. La zona circostante, ricca di bellezze naturali e archeologiche, rende la visita ancora più affascinante per turisti, studiosi e appassionati di storia dell’ingegneria.

In conclusione, il Ponte Real Ferdinando sul Garigliano non è solo una struttura di collegamento, ma un simbolo di progresso e innovazione che merita di essere conosciuto e valorizzato. Visitare questo straordinario ponte significa compiere un viaggio nel tempo, alla scoperta di una delle più importanti testimonianze della storia borbonica e dell’ingegneria italiana.

La tappa successiva è stata la cittadina di Sessa Aurunca. Adagiata su un pendio formato da antiche colate laviche del vulcano di Roccamonfina, Sessa Aurunca segna il punto di ingresso della Via Francigena in Campania e la prima tappa del nostro tour: un luogo dove la storia millenaria si intreccia con la bellezza naturale e una vivace tradizione culturale.
Il Castello Ducale ci apre le porte per il centro storico della città e, seguendo le indicazioni della Via Francigena, raggiungiamo il cuore dell’antica città imperiale.

Sessa Aurunca: storia, arte e natura nel cuore della Campania

Sessa Aurunca è una delle città più affascinanti della Campania, situata in provincia di Caserta, ai piedi del Monte Massico e non lontano dal litorale domizio. La sua posizione strategica, tra mare e montagna, rende Sessa Aurunca una meta ideale per chi cerca un viaggio tra storia, cultura e natura.

Le origini della città risalgono all’epoca degli Aurunci, da cui prende il nome, e il suo territorio fu in seguito romanizzato, diventando un importante centro lungo la Via Appia. Ancora oggi Sessa Aurunca custodisce straordinarie testimonianze storiche come l’imponente Teatro Romano, uno dei più grandi della Campania, che accoglieva fino a 6.500 spettatori. Accanto ad esso si trovano resti di edifici termali e acquedotti, prova della grande vitalità economica dell’antica città.

Il centro storico di Sessa Aurunca è un vero e proprio scrigno d’arte. La Cattedrale di San Pietro e Paolo, con la sua facciata romanico-pisana e i preziosi mosaici del XII secolo, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi da visitare. Mirabile esempio di architettura romanica e storica meta di pellegrinaggi.
Questa basilica medievale, costruita tra il 1103 e il 1113, incanta con i suoi mosaici cosmateschi e i rilievi romanici che decorano la facciata. All’interno, l’ambone e il cero pasquale in mosaico,
risalenti all’VIII secolo, sono autentici capolavori dell’arte medievale.

Passeggiando tra le stradine medievali si incontrano palazzi nobiliari, chiese rinascimentali e scorci pittoreschi che raccontano secoli di storia.

Ma Sessa Aurunca non è solo arte: la città è immersa in un territorio ricco di aree naturali, come il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, famoso per i boschi di castagni e i sentieri panoramici. Inoltre, la vicinanza al mare permette di unire alla visita culturale momenti di relax sulle spiagge del litorale domizio.

Visitare Sessa Aurunca significa vivere un’esperienza completa, tra archeologia, arte medievale e paesaggi unici. Una meta che unisce storia millenaria e bellezze naturali, ideale per chi vuole scoprire l’anima autentica della Campania.

Dopo la tappa a Sessa Aurunca ci siamo spostati a Roccaromana, borgo dall’atmosfera avvolgente, fatta di calore e convivialità.
Qui, per una breve sosta, siamo stati ospiti dell’ostello Giardino Segreto di Roccaromana: punto di accoglienza per i pellegrini della Via Francigena.
Si tratta di una tenuta settecentesca, con un magnifico giardino e una biblioteca che conserva preziosi testi giapponesi di fine 700. Abbiamo avuto modo di visitare la biblioteca e ascoltare la storia
locale dalla sua ideatrice Maria Guida, godendoci una piacevole pausa dal cammino.

Il Giardino Segreto di Roccaromana: l’opera di Maria Guida tra arte e natura

Il Giardino Segreto di Roccaromana, in provincia di Caserta, è un luogo incantato dove natura e creatività si fondono armoniosamente. Nato dalla visione artistica di Maria Guida, questo giardino è molto più di uno spazio verde: è un percorso emozionale che unisce paesaggio, arte e spiritualità.

Maria Guida, ideatrice e anima del progetto, ha trasformato un’area suggestiva ai piedi del Monte Maggiore in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Attraverso sculture, installazioni e giochi di prospettiva, il Giardino Segreto di Roccaromana invita i visitatori a vivere un’esperienza immersiva, stimolando la riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

Ogni angolo del giardino racconta una storia, mescolando simbologie antiche e moderne. L’attenzione ai dettagli, i materiali naturali e la sensibilità artistica di Maria Guida rendono questo luogo unico nel suo genere in Campania.

Oggi il Giardino Segreto è una meta apprezzata da turisti, studiosi e appassionati di arte contemporanea. Visitandolo si scopre non solo un paesaggio suggestivo, ma anche il messaggio profondo di un’artista che ha saputo unire creatività e amore per la propria terra.

Il Giardino Segreto di Roccaromana è così un punto di riferimento culturale e turistico, ideale per chi cerca esperienze autentiche in Campania.

Da Roccaromana, un breve cammino in salita ci ha condotto presso la Torre Normanna di Statigliano, sulla cima del monte Castello: uno dei punti panoramici più suggestivi della Via.
Qui un momento di incontro con associazioni, stakeholders e rappresentanti delle istituzioni locali per
discutere degli interventi di riqualificazione intrapresi lungo la Via Francigena campana e valorizzare la sinergia tra enti, privati e l’Agenzia Campania Turismo per la promozione dei borghi, delle esperienze identitarie e delle aree interne, meno conosciute e più autentiche, della Campania.

La Torre Normanna di Statigliano: storia e fascino medievale in Campania

La Torre Normanna di Statigliano, situata nel comune di Roccaromana in provincia di Caserta, è una delle testimonianze più suggestive del Medioevo campano. Costruita intorno al XII secolo, la torre aveva una funzione strategica e difensiva, dominando dall’alto il borgo e le vallate circostanti. La sua posizione privilegiata consentiva il controllo delle vie di comunicazione e delle terre dell’alto casertano, rendendola un baluardo contro incursioni e attacchi.

Realizzata con pietra locale e caratterizzata da una struttura massiccia, la Torre Normanna di Statigliano conserva ancora oggi il fascino austero delle fortificazioni medievali. Sebbene il tempo e le vicende storiche ne abbiano modificato l’aspetto originario, essa continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità e un simbolo identitario del territorio.

Visitare la Torre Normanna significa compiere un viaggio nel passato, alla scoperta delle radici storiche di Statigliano e del ruolo dei Normanni nello sviluppo della Campania. Attorno alla torre si respira un’atmosfera autentica, tra vicoli, paesaggi collinari e tracce di un borgo che ha mantenuto intatto il legame con le sue origini.

Alla base della totte un pranzo degustazione di salumi e formaggi locali. In abbinamento, un buon bicchiere di vino locale : vini come il Galluccio DOC, il Roccamonfina IGT, il Falerno del Massico DOC
sono espressione dell’essenza del territorio.

Dopo l’incanto, un pizzico di adrenalina: l’attraversamento del il fiume Volturno a bordo di una zattera, immersi nella natura incontaminata dell’entroterra casertano.
Un momento di divertimento e connessione con l’ambiente, che ha reso il percorso ancora più memorabile e affascinante.

Arriviamo, così, all’ultima tappa del nostro cammino: Alife. Antica città osco-sannita, trasformata in castrum dai Romani, Alife conserva ancora oggi l’imponente anfiteatro, il criptoportico e la
cripta normanna. Passeggiando tra vestigia romane e scorci del centro storico è possibile immergersi in un luogo che unisce memoria, bellezza e identità locale.

Alife e il criptoportico romano: tesori nascosti della Campania

La città di Alife, in provincia di Caserta, è una delle mete più affascinanti della Campania per chi ama la storia antica e l’archeologia. Fondata dai Sanniti e successivamente romanizzata, Alife conserva ancora oggi importanti testimonianze del suo glorioso passato, tra cui il celebre criptoportico romano.

Il criptoportico di Alife è una straordinaria struttura sotterranea di epoca imperiale, utilizzata come galleria coperta e come spazio di servizio agli edifici pubblici sovrastanti. Realizzato in muratura con volte a botte, si estende sotto l’area dell’antico foro e rappresenta uno degli esempi meglio conservati in Campania. Questo ambiente, suggestivo e ricco di fascino, permette di comprendere la complessità urbanistica e la raffinatezza delle tecniche costruttive romane.

Accanto al criptoportico, ad Alife si possono ammirare le mura megalitiche, l’anfiteatro romano e numerosi reperti custoditi nel Museo Archeologico cittadino. Un itinerario che unisce cultura e storia, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella vita quotidiana dell’antica Alifae.

Visitare il criptoportico di Alife significa scoprire uno dei gioielli nascosti della Campania, una tappa imperdibile per turisti, studiosi e appassionati di archeologia che desiderano conoscere da vicino l’eredità lasciata dalla civiltà romana.

A chiusura del percorso ci rechiamo presso la stazione del timbro dei pellegrini per ricevere il timbro ufficiale sul proprio passaporto: segno tangibile della meravigliosa esperienza vissuta lungo la Via Francigena.

La Francigena in Campania: un viaggio di 250 km

In Campania, la Via Francigena si snoda per circa 250 km da Sessa Aurunca a Buonalbergo, al confine con la Puglia, articolandosi in 9 tappe principali e 8 varianti ufficiali. Il percorso attraversa le province di Caserta, Benevento e Avellino, regalando un’esperienza immersiva tra borghi medievali, vallate incontaminate e siti archeologici. Un viaggio tra eccellenze paesaggistiche, culturali e gastronomiche della regione, dove ogni tappa riserva incontri sorprendenti e rivelazioni inaspettate, compiuto sotto la guida dei camminatori  esperti Claudia Orsino e Angelo Rotunno.

Grazie a un secondo piano di interventi avviato dalla Regione Campania nel 2024, la Via Francigena è oggi più accessibile e sicura: sono stati installati nuovi pannelli informativi, migliorata la segnaletica e create aree di sosta per i viandanti. Inoltre, per i pellegrini è disponibile la Credenziale, la tessera che certifica il loro status di viaggiatori “slow” e garantisce agevolazioni presso strutture convenzionate lungo il cammino. Ad oggi la spesa sostenuta dalla Regione ammonta a circa 2 milioni di euro.

Un progetto di turismo lento e rigenerativo

Oltre agli interventi infrastrutturali, la Regione Campania e l’Agenzia Campania Turismo hanno investito in un’importante azione di comunicazione per promuovere, in Italia e all’estero, la Francigena campana e gli itinerari turistico-culturali collegati.

“Un’iniziativa volta a far emergere l’anima profonda di questo cammino – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Agenzia Campania Turismo, avv. Alessandro Fimiani – che abbraccia natura, storia, cultura, gastronomia e spiritualità. Il nostro obiettivo non è solo turistico, è rigenerativo. Vogliamo promuovere un turismo che non consuma i luoghi ma li custodisce, che rafforzi i territori economicamente, socialmente e culturalmente. La Francigena campana è un’opportunità per restituire centralità ai piccoli borghi e alle economie locali, costruendo insieme una rete viva fatta di identità, narrazione e accoglienza. La Via Francigena è stata nel Medioevo una strada di unione culturale per l’Europa. Oggi rappresenta un ponte tra le culture e un viaggio alla riscoperta delle nostre radici comuni”.

Durante il percorso hanno portato il loro contributo il sindaco di Roccaromana Nicola Pelosi, Maria Guida presidente dell’Ets ‘Il Giardino segreto, Enzo Passaretti, Presidente dell’Associazione Torre Normanna, Camillo Santagata e Annamaria Morelli, rispettivamente vicesindaco e assessore al patrimonio archeologico, associazioni, eventi, terzo settore e protezione civile del Comune di Alife.

Giuseppe Piro

Ho girato tutta l’Italia, per sentieri, grotte, canyon, montagne. Ho scritto molti libri dedicati a questi temi tra i quali Trekking in Italia, edito da Mondadori. Ho collaborato con aziende di settore come tester di materiali tecnici da montagna. Oggi gestisco uno dei più grandi network di magazine digitali tematici in Italia.