Prosegue il lavoro di valorizzazione della Via Francigena del Sud in Campania, un progetto promosso da Agenzia Campania Turismo che sta riportando al centro dell’attenzione nazionale i cammini storici e spirituali del Mezzogiorno. Dopo le prime iniziative dedicate al racconto dei percorsi regionali, l’itinerario si è spostato questa volta nel Sannio Beneventano, dove abbiamo potuto, noi della redazione di Trekking Magazine, insieme a giornalisti e content creator, vivere un’esperienza immersiva tra borghi, paesaggi e tradizioni secolari.
Il secondo tour ha seguito la tappa n.17 della Via Francigena del Sud, un suggestivo itinerario che parte da Gioia Sannitica, ancora nel territorio casertano, e attraversa i centri di Faicchio, San Salvatore Telesino, Telese Terme e Solopaca. Un percorso che rappresenta il cuore verde della Campania interna, tra spiritualità, natura rigogliosa e testimonianze storiche di enorme rilevanza.

Un itinerario che intreccia fede, storia e paesaggi incontaminati
La giornata di cammino ci ha permesso di attraversare luoghi che custodiscono una straordinaria continuità tra passato e presente. Dalla Grotta di San Michele, antico luogo di culto longobardo, fino al Monte Pugliano con le sue spettacolari doline note come Puri, passando per le acque rigeneranti dell’oasi di Telese Terme, il tour ha offerto un vero e proprio mosaico di esperienze. Un mix capace di unire spiritualità, natura e identità territoriale, accompagnandoci lungo un itinerario che conserva intatta la sua aura primordiale.
Il viaggio ha preso il via dal Castello di Gioia Sannitica, in località Caselle, una fortificazione normanna dell’XI secolo tra le meglio conservate della Campania. Ad accoglierci, immersi nelle suggestioni del luogo, il vicesindaco Carmine Porto. Ogni pietra del castello racconta storie antiche, come quella di Erbanina, tragicamente accusata di stregoneria e gettata dalle mura: una narrazione che aggiunge mistero e fascino al sito, oggi diventato meta “instagrammabile” per i viaggiatori moderni.

Il Castello di Gioia Sannitica: storia, paesaggio e fascino medievale nel cuore del Matese
Il Castello di Gioia Sannitica è uno dei simboli più suggestivi dell’entroterra campano. Situato su un’altura che domina l’ampia valle del Volturno, il castello rappresenta un punto di riferimento storico e paesaggistico, ideale per chi ama scoprire borghi, rocche e itinerari lontani dalle mete più battute. La sua origine risale all’epoca medievale, quando la posizione strategica permetteva di controllare i transiti tra il Matese e il territorio circostante.
Il suo impianto architettonico è ancora chiaramente leggibile. Tra le strutture più riconoscibili spiccano i resti delle mura perimetrali, una torre circolare e alcune porzioni delle fortificazioni che un tempo proteggevano la popolazione locale. Passeggiare tra questi ruderi significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, in cui il silenzio e la natura contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più intensa.
Uno degli elementi più affascinanti del castello è la sua posizione panoramica. Dall’alto del colle è possibile ammirare un paesaggio che abbraccia campi coltivati, boschi, piccoli centri rurali e le imponenti montagne del Matese. Questo rende il sito particolarmente apprezzato non solo dagli appassionati di storia, ma anche dagli amanti del trekking, della fotografia e del turismo lento.

Il Castello di Gioia Sannitica rappresenta una tappa perfetta all’interno di un itinerario dedicato all’architettura fortificata o alle bellezze naturali del Sannio e dell’area matesina. La visita, pur semplice e priva di percorsi guidati, regala un forte valore emozionale: le pietre antiche, le aperture sulle vallate e la sensazione di trovarsi in un luogo sospeso tra passato e natura rendono questa rocca una destinazione imperdibile.
Per chi desidera conoscere una Campania autentica, ricca di storia e lontana dagli itinerari più turistici, il Castello di Gioia Sannitica è una scoperta capace di sorprendere.

Dalla Grotta di San Michele all’Abbazia dei Longobardi
Dopo la visita al castello, il cammino conduce verso il Monte Erbano e la grotta dedicata a San Michele Arcangelo, luogo di culto longobardo risalente al 700 d.C. e impreziosito da affreschi bizantini del XII secolo. La tappa successiva è San Salvatore Telesino, dove sorge l’antica Abbazia del Santissimo Salvatore, fondazione longobarda di enorme rilievo politico e religioso nel Medioevo. L’abbazia ospita oggi l’Antiquarium di Telesia, custode della memoria dell’antica città romana, mentre nella Chiesa di San Leucio spicca un pregiato dipinto del Sarnelli, testimonianza dell’importanza culturale del luogo.

San Salvatore Telesino e l’Abbazia del Santissimo Salvatore: viaggio tra storia longobarda e bellezze del Sannio
San Salvatore Telesino è uno dei borghi più affascinanti della Valle Telesina, un territorio ricco di sorgenti termali, paesaggi verdi e testimonianze storiche millenarie. Situato in provincia di Benevento, il paese conserva un’anima autentica, fatta di tradizioni contadine, sapori locali e un patrimonio culturale che affonda le radici nell’epoca longobarda. Proprio da questa antica civiltà nasce il monumento più rappresentativo del territorio: l’Abbazia del Santissimo Salvatore, simbolo spirituale e architettonico dell’intera zona.
L’abbazia venne fondata intorno al VII secolo dai monaci benedettini, in un’area ricca di acque e boschi. La sua origine è strettamente legata al vicino insediamento di Telesia, l’antica città romana distrutta da eventi naturali e abbandonata nel Medioevo. A pochi passi dai resti della città antica, l’abbazia sorse come luogo di preghiera, studio e lavoro agricolo, diventando un punto di riferimento per la vita religiosa e civile della valle.


Oggi l’Abbazia del Santissimo Salvatore si presenta come un complesso suggestivo con archi in pietra, colonne e absidi raccontano secoli di storia. Passeggiare tra i resti monastici significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove la natura e il silenzio accompagnano la scoperta di uno dei luoghi più evocativi del Sannio. Nonostante il passare del tempo, il chiostro, la chiesa e gli ambienti conventuali conservano un fascino unico, perfetto per chi ama la fotografia, l’archeologia e il turismo culturale.
San Salvatore Telesino rappresenta una meta ideale anche per chi desidera vivere un’esperienza di turismo lento: dalle passeggiate alle vicine terme naturali ai percorsi tra vigneti e uliveti, il territorio offre attività per ogni tipo di viaggiatore. Abbazia e borgo, insieme, costituiscono un itinerario imperdibile per chi vuole scoprire la Campania interna più autentica, dove storia, spiritualità e paesaggio convivono in perfetta armonia.
Il borgo è ricco anche di tradizioni gastronomiche: grazie al lavoro della Pro Loco, guidata da Egidio Cappella, abbiamo potuto conoscere e degustare prodotti artigianali riconosciuti come PAT – tra cui lo Struppolo, il vanto e il caratteristico peperone quarantino – vera anima delle sagre estive che richiamano ogni anno migliaia di persone. A guidare la scoperta del territorio sono stati Lorena Pacelli e Gianmario Mattei, giovani referenti della realtà locale.
Telese Terme: tra acque antiche e inclusività
La tappa successiva conduce a Telese Terme, punto di riferimento della Valle Telesina. Immancabile la visita alle storiche Terme Jacobelli, note come “bagni vecchi”, oggi trasformate in un suggestivo parco naturale. Uscendo dal centro, il percorso costeggia il Lago di Telese, luogo ideale per fotografie, osservazione naturalistica e momenti di quiete.
Telese Terme: benessere, natura e relax nel cuore della Valle Telesina
Telese Terme è una delle destinazioni più apprezzate del Sannio per chi cerca relax, natura e benessere. Situata in provincia di Benevento, nel cuore della Valle Telesina, la città è famosa per le sue acque sulfuree, per un’offerta turistica in continua crescita e per uno scenario naturale unico che la rende ideale per weekend rigeneranti e vacanze all’insegna del wellness.
Il principale richiamo della città sono senza dubbio le terme di Telese, note fin dall’Ottocento per le proprietà terapeutiche delle loro acque. Ricche di zolfo e altre sostanze benefiche, le sorgenti termali vengono utilizzate per trattamenti dedicati alla pelle, alle vie respiratorie e al benessere generale. Oltre ai percorsi curativi, le moderne strutture termali offrono piscine, massaggi, aree relax e servizi pensati per chi desidera concedersi una pausa rigenerante. L’ambiente tranquillo, immerso nel verde, rende l’esperienza ancora più piacevole e adatta a famiglie, coppie e amanti del wellness.

Accanto alle terme, un luogo di grande fascino è il Lago di Telese, uno specchio d’acqua formatosi naturalmente grazie all’attività delle sorgenti sotterranee. Il lago è circondato da vegetazione rigogliosa e percorsi pedonali perfetti per passeggiate rilassanti, jogging o semplicemente per godersi il silenzio della natura. Le acque limpide ospitano anatre, pesci e una ricca fauna acquatica, creando un ambiente ideale per chi ama la fotografia e l’osservazione del paesaggio.

Telese Terme è anche un ottimo punto di partenza per scoprire la Valle Telesina: borghi storici, vigneti, percorsi naturalistici e prodotti tipici arricchiscono un territorio tutto da vivere. Tra benessere, acque salutari e scenari naturali incantevoli, Telese Terme si conferma una meta perfetta per un turismo slow, capace di unire relax, cultura e natura in un’unica esperienza indimenticabile.
Ad accoglierci è stato l’assessore comunale Maria Venditti, impegnata sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione, che ha condiviso l’importanza di rendere la Via Francigena un cammino realmente fruibile da tutti, anche da persone con disabilità. Un valore aggiunto per un territorio che punta sempre più a un turismo lento e sostenibile.

Solopaca: tradizioni, vino e ospitalità diffusa
Il cammino si conclude a Solopaca, storicamente conosciuta come la “piccola Napoli” per la qualità dei suoi oli e dei suoi vini. Qui abbiamo visitato la Cantina Sociale di Solopaca, presieduta da Carmine Coletta: una realtà agricola che conta oltre 1000 ettari di vigneti e centinaia di soci conferitori, cuore pulsante della produzione di Falanghina, Greco, Fiano e Aglianico.

La cantina porta ancora impressa la memoria della devastante inondazione di dieci anni fa, superata grazie alla resilienza della comunità locale e alla vendita solidale delle “bottiglie salvate dal fango”, diventate un simbolo di rinascita.

A darci il benvenuto è stata anche la Pro Loco di Solopaca, guidata da Antonio Iadonisi, che ha aperto le porte di Palazzo Cusani, uno dei Luoghi del Cuore FAI, splendida dimora seicentesca con antico frantoio e cortile scenografico. Il palazzo è oggi un punto di accoglienza per pellegrini: ogni anno ospita un centinaio di camminatori, numero in costante crescita. Il boom turistico è testimoniato anche da nuove forme di ospitalità, come il nuovissimo Rifugio del Conte, immerso nella tranquillità della campagna.
Giuseppe Piro
Gestisce un network di Magazine tematici su Trekking, Outdoor, Travel. Ha scritto più di 20 libri sull’argomento tra i quali TREKKING IN ITALIA, edito da MONDADORI. Ha praticato tutti gli sport di montagna fra i quali la speleologia con un esperimento di isolamento in grotta di 35 giorni a 200 metri di profondità, sperimentando strumenti di telemedicina per Telecom. Ha realizzato Reportage Fotografici e Video in Italia e all’estero.
